lunedì 29 novembre 2010

AMARE, VOCE DEL VERBO FICARE

Piú passano i giorni e piú capisco perché i colori della bandiera brasiliana siano il verde, il blu e il giallo. La natura qui é impetuosa, esplosiva, lussuriosa e non risparmia nessun luogo: persino una cittá come São Paulo, un tempo foresta pluviale, oggi regno incontrastato del cemento, conserva nell´immenso parco di Ibirapuera una testimonianza tangibile di quello che sto per dire. Il verde, qui, é piú verde e assume innumerevoli gamme per cui fatico a trovare una denominazione certa. E´difficile da spiegare, ma íl cielo é piú cielo e il giallo del sole é brillante. Ricordate quando Mary Poppins porta i ragazzi in gita dentro un quadro? Ecco la sensazione, a volte, é piú o meno quella, di essere dentro un cartone animato.

Solo perché il sole non si riesce a fotografare...

Ho macinato miglia e miglia negli utlimi giorni, visitato luoghi tanto diversi fra loro: da São Paulo, seconda solo a Mexico City come numero di abitanti, al Mato Grosso con la sua pace, a Rio de Janeiro con le sue contraddizioni (continua la guerra tra i trafficanti di droga che rifiutano l´insediamento della polizia ´pacificatrice´ nelle favelas). L´odio, si sa,  si vince sempre con l´amore. E fa un po´male vedere che un Paese cosí colmo d´amore venga rovinato da alcuni elementi assettati di potere e denaro.

Io nella favela Rocinha di Rio de Janeiro, la seconda piú grande di tutta l´America del Sud, in queste ore assediata dalle forze della polizia pacificatrice
             Groviglio di fili all´interno della favela, dove non manca nulla: hotel, negozi, banche...
solo una cosa non si vede:  il sole
La favela sta mano a mano  diventando un luogo riconosciuto dallo Stato e non un´area da dimenticare. Il primo passo? Apporre nomi alle strade e numeri civici cosí che le persone possano ricevere la corrispondenza 

L´AMORE E´ GLOBAL 
MA SI MANIFESTA LOCAL


L´amore brasileiro merita un capitolo a parte. Per i figli, per Dio e il proprio compagno.
L´amore qui non si nasconde, si mostra con orgoglio, si ostenta ma senza esibizionismi. AMilano, la cittá in cui vivo,  passano anche diversi giorni prima di incontrare per strada una coppia mentre si scambia un bacio. Qui mi capita tutti i giorni e con piú coppie...e le stesse coppie, si scambiano piú baci.
Il rapporto che i brasiliani hanno con il sesso e il corpo é sicuramente piú liberale e precoce. E´una questione culturale, climatica ma, di sicuro, ricollegabile anche al fatto che qui si diventa genitori molto presto: la maggior parte delle mamme che sto conoscendo (e sono tante!) hanno avuto il primo figlio tra i 18 e i 24 anni. Questo significa essere genitori giovani, quindi, avere un rapporto con il proprio figlio piú diretto, solidale, con un gap generazionale meno profondo.
Aspettare un figlio a 20 anni é una benedizione e non una tragedia che ti rovinerá la vita e ti priverá dei divertimenti. Non importa quali siano le difficoltá econimiche cui si dorvá far fronte perché in qualche maniera si fará. E in qualche maniera, evidentemente, fanno! Di sicuro é molto forte anche l´ínfluenza di quello che i sociologi chiamano ´effetto domino´...voglio dire: é comprovato che se tua sorella rimane incinta, un po´di voglia - se l´etá é quella giusta - viene anche a te. Il punto é che qui, a differenza del nostro Paese, non c´é un´etá giusta. Ogni momento é buono :)

SE VI PIACE UNA RAGAZZA, VIETATO SEDERSI DI FRONTE!

Una cosa che ho dovuto imparare ad accettare (perché ha prolungato la mia attesa al ristorante di parecchio) é come le coppie si siedono. Un tavolo che potrebbe ospitare 4 persone, qui in Brasile puó ospitarne al massimo due. Per un semplice fatto: una coppia non prende posto una di fronte l´altra ma a fianco dell´altra per scambiarsi effusioni con meno difficoltá. E´un po´come essere al cinema: tutti sono seduti verso la stessa direzione. Le distanze, le barriere cosí si abbattono. E questo é un po´ il jeito brasilerio (lo stile brasiliano). Accade anche quando chiedi un´informazione per strada a qualcuno....ancora non lo sai, ma in realtá la stai chiedendo a 10 persone perché di lí´a poco si formerá un capannello di uomini e donne, giovani e piú anziani desideriosi di aiutarti e dire la loro su qualsiasi cosa. E tu per gentilezza li ascolterarai tutti...dunque evitate di farlo se siete di fretta, perché ci sará qualcuno che comincerá a raccontarvi la propria storia. Che il quartiere dove andate é lo stesso dove abita  la figlia, che é andata dal dottore, che ha il nipote che si é sposato con un italiano ecc...

Dietro di me due coppie sedute una a fianco all´altra per essere piú intime. Qui si usa cosí!


Ora vi saluto. A questo punto, un brasiliano direbbe : ´´Fica con Deus! ´...l´amore per Dio -  appunto! - si manifesta anche in questo caso. Fica....stai....con Dio, é piú o meno il nostro: ´Stammi bene!´. Non é una ficata? :-)

mercoledì 10 novembre 2010

A NOI IL BUNGA-BUNGA...A LORO IL BUNDA-BUNDA

E´ mercoledí (quarta-feira) e festeggio, dunque, la mia prima settimana da brasilAria :-).
Oggi vorrei parlare di alcune cose:

LA SPESA A ZIG-ZAG
Andare a fare la spesa qui puó rivelarsi un vero e proprio lavoro. Almeno per chi percepisce il salario minimo che si aggira intorno ai 250R$ (poco piú di 100 euro). La cosa che piú mi ha impressionato? La differenza di prezzo tra un negozio o l´altro. Per questo molti brasiliani vivono di promozioni e anche chi percepisce uno stipendio normale guarda i prezzi. Del resto anche io lo farei. Per un semplice fatto: perché pagare 15 euro una crema, quando posso pagare per lo stesso prodotto 5 euro? Sarebbe da stupidi. 
Per cui un esercizio che fanno molti brasiliani é quello di guardare e ricordarsi ogni prezzo. Cosí non é raro che il sapone si compri in un negozio, lo shampoo in un altro e cosí via....fare la spesa, quindi, puó richiedere molto tempo.

IL BUNDA-BUNDA
Ragazzi, giá sapevamo che le brasiliane in fatto di ´bum bum´ sono imbattibili. Ma in Brasile la bunda (cosí si chiama qui!) é un´ossessione. Pur avendo giá girato un po´ per il mondo, ancora non avevo visto manichini fatti su misura. Voglio dire: se vado negli Stati Uniti, i maninchini non sono obesi....in Cina sono bassi? Presumo di no. Qui invece i manichini hanno una superbunda (a breve posteró delle foto), proprio come le brasiliane. 
Altro esempio? L´altro giorno mi aggiravo per un grande magazzino che si chiama Marisa. Nel reparto intimo c´é un intero corner dedicato alla bunda. Ok...le calze che tirano su la bunda esistono anche in Italia (ma funzioneranno davvero?). Qui peró, per capirci, vendono anche le mutande con bunde incorporate, oltre ai reggiseni rinforzati (perché in fatto di seno, in effetti, scarseggiano un po´). A parte ció i brasiliani hanno dei gran fisici. Uomini o donne che siano. Tuttavia il tasso di obesitá e di persone in sovrappeso qui é ben superiore rispetto al nostro Paese.


La ragazza nella foto sopra é Sabrina Sato, metá brasiliana metá asiatica (qui sono in molti a essere ´misturati´, come dicono loro!), tipico esempio di bunda brasileira. Fa una trasmissione superdivertente che si chiama Panico na Tv, in cui assieme a un complice gay si aggira per le spiaggie prendendo in giro i turisti stranieri (gringos). In spiaggia praticamente nessuno fa il topless, perché considerato offensivo e volgare. In compenso, indossare il fio dental e mostrare la bunda non rappresenta assolutamente un problema.


Un´ultima cosa: ieri ho conosciuto un tale Marcus, amico di mio cugino Leandro. Era con la fidanzata. Lui é di São Paulo....gli ho detto che il 14 sarei stata a São Paulo con un mio amico. Beh ragazzi, mi ha offerto la sua casa senza quasi sapere il mio nome. Anche questo é il Brasile. 


sabato 6 novembre 2010

Se non avete spirito di adattamento, state a casa

Sono passati solo 3 giorni dal mio arrivo in Brasile, na Praia Grande, eppure mi sembra di essere qui giá da tre settimane (gli accenti saranno tutti invertiti per via della tastiera). Ho visto e giá imparato molte cose. Il mio porteghese migliora di ora in ora e cosí la mia anima. In 24 ore ho avuto la fortuna di conoscere persone che amo da 32 anni e che prima avevo solo potuto vedere tramite un monitor grazie a Internet. E´difficile spiegare che tipo di sensazione sia.
Il Brasile é un posto magico per via delle sue contraddizioni. E´un luogo curioso che tutti dovrebbero vedere. Ora, la mia conoscenza, per ovvie ragioni é ancora molto limitata ma presto potró farmi un´idea un po´piú completa (tra 10 giorni visiteró São Paulo, Rio de Janeiro, le cascate di  Iguazu e il Mato Grosso). Intanto ecco le 3 cose che fino ad ora mi hanno colpito di piú:


  1. Il bagno. Sapevate che la carta igenica, una volta utilizzata, non si butta nel wc? Giá! ?Nelle case si butta nel cestino della lixo (spazzatura), quei cestini col pedalino che noi donne usiamo per gettare gli assorbenti. Il problema é che quando lo aprite, troverete la carta giá utilizzata da altri. Insomma, non é proprio uno spettacolo...dunque se non avete spirito di adattamento, non venite in Brasile. 
  2. La paura che i brasiliani hanno degli altri brasiliani. La violenza é un problema davvero serio qui in Brasile. Giá sapevo che per gli stranieri il Paese non era un luogo sicuro. Ma vedere i miei cugini chiudere finestrini e portiere, una volta fermi al semaforo, mi ha fatto impressione (a proposito a São Paulo c´é una legge che ti permette di non fermarti al rosso quando cala la sera); cosí al bancomat, mi hanno fatto muro quando ho prelevato e intimato di mettere via il cellulare quando eravamo in strada.  Se si é ricchi non si é liberi di mostrare ció che si ha (si puó fare, ma a vostro rischio e pericolo!) e se si é ´normali´ si resta sempre nel mirino...dunque se non avete spirito di adattamento, non venite in Brasile. 
  3. La vuntade de partilhar, la voglia di condividere. La disponibilitá é totale. Tutto si divide: lo spazio, il tempo, il cibo. Non ti senti mai solo. Io vivo con altre 5 persone ma di solito la media delle persone che si aggira per questa casa é di 8-10. Perché c´é sempre qualcuno che passa: che sia il signore che fa il mercato qui di fronte e citofona per un bicchiere d´acqua o la vicina che ogni sera viene a depositare la sua moto nel giardino perché lasciarla per strada sarebbe troppo rischioso. Il popolo brasiliano é molto aperto e não gosta de ficar sozinho (non ama rimanere da solo). In 3 giorni appena ho conosciuto mezzo vicinato, a Milano dove vivo, molti vicini fanno fatica a salutarsi. Per farvi capire, la disponibilitá é tale che nessuno osa dire nulla al signore che abita qui a fianco e che ogni mattina accende la radio a tutto volume con delle casse tipo quelle delle giostre. L´altro giorno aveva anche gli Ac~Dc. Erano le 7 e 15 del mattino. A un mio appunto, mi hanno detto: ´Poverino, ha 87 anni..cosa vuoi dirgli?´. Dico io,  ma gli anziani di solito non ascoltano il rosario o il giornale radio? ...dunque se non avete spirito di adattamento, non venite in Brasile.